zeldathemes
Love ink art.
Welcome in my chaos.
Ciao, mi chiamo Sarah, vivo confinata nel mio Iperuranio e sono un'Artista. Disegno tanto quanto respiro, scrivo copiosamente per liberarmi dai miei tormenti e leggo molto, per alimentare le mie incertezze. Attraverso immagini e parole condivido con voi il mio universo segreto, fatto di vuoti, di paure, di incubi, ma essenzialmente di emozioni; un po' acerbe -forse- ma assolutamente vere. Scrivo per impedire a ciò che provo di marcirmi dentro ( i.am.so ). Se rebloggo qualcosa di vostro è perchè lo sento un po' anche mio. Potete scrivermi in ogni momento, rispondo sempre a cuore aperto, privatamente.

- BE DREAMER... Always (L)
Hole and Crow ( due solitudini si attraggono )
‘Andiamo via?' 'Andiamo.’
‘Lei non viene, però. Lei resta lì.’ ‘Che ci resti, allora.’
‘Non ti importa?' 'Niente importa. Che resti lì.’
‘A raccogliere i cuori spezzati e regalarli in giro.’ ‘Non c’è più niente da raccogliere qui.’
‘Qui con noi?' 'Qui e basta.’
( motionlesscrows )

Pagina ufficiale

Hole and Crow ( due solitudini si attraggono )

Andiamo via?' 'Andiamo.’

Lei non viene, però. Lei resta lì.’ ‘Che ci resti, allora.’

Non ti importa?' 'Niente importa. Che resti lì.’

A raccogliere i cuori spezzati e regalarli in giro.’ ‘Non c’è più niente da raccogliere qui.

Qui con noi?' 'Qui e basta.’

( motionlesscrows )

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  #art    #crow    #dentro i miei vuoti    #subsonica  

Confessioni scomode su gusti personali blasfemi.

motionlesscrows:

A me Skins fa vomitare, è un telefilm di merda. Detesto Effy.
Di American Horror Story mi piace solo la seconda stagione.
Preferisco il Joker di Nicholson.
Piuttosto che rivedere Titanic mi circonciderei con un seghetto arrugginito.
I Queen sono sopravvalutati. Radio Gaga è una canzone di merda.
A La vita è bella non avrei dato mezzo Oscar.
Mi sta profondamente sui coglioni Robert Downey Jr. come attore.
E pure Steven Spielberg e Tom Cruise.
E a proposito di film: mi fa cagare pure Inception.
Odio i cristiani e i fascisti di merda.
… non mi piacciono i dolci, preferisco il salato. Ok, questa è pesante.

Non frega un cazzo a nessuno, sicuramente, ma mi piace sottolineare in maniera acida delle ovvietà. Questo perché non sono l’amichevole Crow di quartiere ma al massimo il vicino un po’ strano che vedi uscire solo di notte.

- Crow

A quest’uomo devo proprio spedire un tiramisù. E pure tutti i film in cui è presente Robert ( deve guardarli tutti almeno 10 volte, che magari cambia idea ), così forse torneremo su due linee parallele (?). Nel frattempo magari fatevi una capatina nel suo blog ( e del suo amico Pippin! ) che in realtà è un orsetto del cuore, altrochè u.u

E andiamo!

  #pubblicità    #yeye  

Il ragazzo figo del locale per fighi. pt.1

E’ da quando lavoro in piazza che mi sento osservata, spesso. Ci ho messo poco a capire che si trattava del ragazzo del locale per ‘tipetti’ alle mie spalle. E’ un tizio figo: tatuaggi, piercing, capelli molto cresciuti, pizzetto. Da lontano non sono mai riuscita a capire che colore avessero i suoi occhi, ma è sicuramente più basso di me e le sue gambe sono la metà delle mie.

A volte scambia qualche parola con mio padre e quando iniziamo a montare i cavalletti il suo sguardo è sempre lì, insieme a quella sigaretta appesa alle labbra un po’ ‘impuntate’, inturgidite dal leggerissimo sforzo di reggerla, perchè le mani le ha sempre impegnate a giocherellare col posacenere, o qualcosa del genere. E insomma, io non so reggerli certi sguardi, allora mi sforzo semplicemente di non guardarlo, di non far caso alla sua presenza - che poi è inutile se per guardarmi intorno mi impongo di fissare qualsiasi cosa tranne lui, ecco, è proprio ‘na stronzata - nonostante sia proprio alle mie spalle, il locale.

E insomma, l’altra sera mio padre si allontana e lui si avvicina. E’ dinoccolato, sembra sicuro di sé. Guarda i miei lavori, io lo fisso con la coda dell’occhio, ma fingo di essere impegnata a fare altro ( tipo alternare ripetutamente il contatto sull’icona ‘messaggi’ e poi di nuovo su ‘indietro' ) sforzandomi di essere noncurante e insensibile alla realtà che mi circonda. Mi parla. Mi chiede che tecnica uso per i miei ritratti. Sono impacciata, alzo lo sguardo, sorrido - di quei sorrisi che mi parano sempre il culo, perchè sembrano spontanei, ma la verità è che li piazzo lì e basta, per giustificare qualsiasi pensiero mi passi per la testa ed apparire semplicemente affabile e aperta al dialogo con sconosciuti fighi e tatuati - e gli rispondo, condendo ogni parola col sorriso, come al solito.

E niente, alla fine scopro che ha un negozio di tatuaggi, che disegna anche lui. Mi scappa un ‘che figo..' molto sospirato, che non si è capito se parlavo in generale o di lui ( spero non sia troppo evidente che è la seconda ). Mi mostra un paio di disegni suoi qualche minuto dopo, poi niente. A fine serata mi ha dato le spalle. Sono andata via, ma avrei voluto salutarlo con una mano.

Mi sono sentita carina, l’altra sera. Accettabile. Ho sorriso davvero. Non indossavo niente di figo e i miei capelli erano semplicemente indecenti. Poi avevo un brufolo sul sopracciglio. Però mi sono sentita carina, anche perchè mi è parso di sentire un rumore ‘strano’ quando è ritornato al locale. Come se avesse battuto il cinque a qualcuno. Certo, se fosse così sarebbe il massimo, perchè avrei la conferma di essere proprio carina e che per una volta qualcuno mi vede come la ragazza che vale la pena conoscere e non solo l’amica cicciona e timida di qualche strafiga spudorata.

Mi sono sentita bella, si. Il problema è che adesso ho voglia di farmi un tatuaggio. Una grande, grandissima voglia.

Staremo a vedere.

P.s. i suoi occhi sono azzurri.

  #sarahblackhole    #pensieri  
Hole & Evol.
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Sarah Black’s property.

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Sarah Black’s property.

  #art    #sarah black    #hole    #evol    #characters  
Crow, Hole & Evol. 
( motionlesscrows )

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Crow, Hole & Evol.

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  #art    #sarahblack    #crow  
sarahblackhole:

Illustrazione personale ispirata a “Alice nel paese delle Meraviglie”.
Riferimenti personaggi ( Brucaliffo ): John Kenn Mortensen;  Riferimenti sfumato: Paul Echegoyen; Lorenzo Mattotti.
Sarah Black’s property ©


pagina ufficiale ( click )

sarahblackhole:

Illustrazione personale ispirata a “Alice nel paese delle Meraviglie”.

Riferimenti personaggi ( Brucaliffo ): John Kenn Mortensen;
Riferimenti sfumato: Paul Echegoyen; Lorenzo Mattotti.

Sarah Black’s property ©

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Sono un agglomerato d’intenti abortiti. Vivo in una clessidra, in perenne attesa. Ho un’armatura di filo spinato. Ho artigli affilati, braccia forti. Ho un sorriso perenne, due occhi diffidenti e un corpo innocente, che teme ogni forma di contatto, incapace di accettare carezze; eppure dannatamente affamato (…)
Ciao, mi chiamo Sarah.
——-
Pagina ufficiale

Sono un agglomerato d’intenti abortiti. Vivo in una clessidra, in perenne attesa. Ho un’armatura di filo spinato. Ho artigli affilati, braccia forti. Ho un sorriso perenne, due occhi diffidenti e un corpo innocente, che teme ogni forma di contatto, incapace di accettare carezze; eppure dannatamente affamato (…)

Ciao, mi chiamo Sarah.

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  #art  

Cinque cose che amo di me.

sarahblackhole:

L’ultimo post che scrivo prima di partire lo dedico a me e un po’ a voi <3

Ringraziando parlamipersempre per il tag e boh, vediamo un po’ cosa ne esce.

5 cose di me che mi piacciono di me stessa:

  1. Il mio sguardo da panterona quando mi trucco gli occhi. E fisicamente direi che finisce qui.
  2. La mia capacità di empatizzare con tutti. Mi bastano cinque minuti con una persona per capire se mi piace o no, se vale la pena conoscerla o no. Al 99% non sbaglio mai. In vent’anni di vita, mai. Giuro.
  3. La mia libertà di pensiero bilanciata alla libertà di accettazione di opinioni nettamente contrastanti. Non giudico chi la pensa diversamente da me se è in grado di motivare il suo pensiero, soltanto le persone mentalmente chiuse o limitate; ma non per questo le odio. Semplicemente non mi ci applico troppo <3
  4. La mia capacità di provare emozioni forti e amare psicologicamente, emotivamente e fisicamente nello stesso momento quelle persone che mi danno ‘qualcosa’ o con cui riesco a parlare a prescindere da TUTTO ciò che potrebbe esserci di sbagliato in loro. Per amore giustifico tutto. Quando amo lo faccio fino alla fine. Potrei morire per difendere chi amo e divento la mamma chioccia che tutti amano e odiano un po’ <3
  5. La mia sincerità insieme alla mia schiettezza intrinseca ( a tratti imbarazzante xD ). Difficile che menta, non fa proprio parte di me. Se dico qualcosa è perchè lo penso e non ho motivo di non esporre il mio pensiero; nel caso in cui so che quel che ho da dire non è piacevole ‘stempero’ il tutto usando parole diverse e concetti più facili da capire. Evito di ferire le persone, in qualsiasi caso.

<3

sono io il suo maniako ufficiale ora, sciò !

Lui è il mio maniaKo in versione di prova, ha deciso! D:

La verità è solo una

mannaggiamme:

:

la gente non capisce mai un cazzo.

punto e.e”

Quelli che 155

abatelunare:

Quelli che ritengono opportuno informarsi sulle tue tendenze sessuali come se questo dovesse interessarli (o forse vogliono sapere se hanno una qualche possibilità…).

Carissimo abatelunare, in questo momento capirai che ho una coda di paglia immensa, per cui rebloggo e diffondo amore e sarcasmo senza alcuna pietà <3 <3 <3 <3 <3

  #l'abate mi capiscisce  
Sarah ma... Sei omosessuale?

Anonimo

Ebbene si, Anon. Trovo alcuni esemplari di razza maschile estremamente affascinanti ed attraenti ( purtroppo ) x”D

( che poi - visto che qualcuno non perde tempo, come immaginavo u.u - LO SO che la parola vale per entrambi i sessi, però mi faceva ridere la vaghezza della risposta. Per cui: mettetevi l’anima in pace, balordi u.u )

  #quanto è bella la discrezione    #w i fraintendimenti  

A te che eri, sei stata; fosti.

sarahblackhole:

Ciao amica - che poi non è neanche giusto il termine - ma ciao.

Non sono brava a scrivere lettere, ma visto che non sono neanche brava a considerare persone che mi hanno messa via dalla loro vita allora capirai che l’intera questione è irrilevante. Ti scrivo perchè ti voglio bene nonostante tutto - che forse conoscendo le tue straordinarie abilità da stalker potresti aver già trovato questo blog e capito che io sono io, perchè dopotutto io da te ho preso delle cose contro la tua volontà, quindi le ho rubate, quindi le odierai, però non fa niente, che forse continuando a leggere ti passerà, o forse no, ma non importa - e perchè mi manchi. Cioè, non è che mi manchi te, perchè me odia te. Me odia e ama ( che sai che io faccio spesso confusione con le emozioni, che fatico a gestirle, tu lo sai - altri no - ma tu proprio si, lo sai ) te. Mi mancano le tue parole, però, sai.

Mi mancano le nostre conversazioni serali, quelle in cui trovavamo entrambe il coraggio di parlarci - che sai che se non ti contattavo io tu entravi in crisi e io pure, perciò dovevamo farlo insieme per sentirci sicure di non disturbare - per raccontarci le nostre giornate e svuotarci le coscienze. Ridevamo, tanto. A volte piangevamo, senza timore di apparire vulnerabile all’altra. A volte, semplicemente, restavamo in silenzio, occupando serate ad ascoltare musica, scrivere di persone che non esisteranno mai, ma a cui tenevamo molto. Mi mancano, sai, le tue descrizioni dannate. Mi manca la nostra auto ironia, il nostro modo buffo e volgare di smentirci le insicurezze reciproche. E tu eri bella, e dicevi che io ero bella. E tu eri magnifica, e dicevi che ero magnifica. E tu mi ascoltavi, e dicevi che io ti ascoltavo. E tu faticavi a fidarti, allora io per venirti incontro pure faticavo a fidarmi. Correvo il rischio di sembrare troppo ‘te’, alle volte. Le tue paranoie erano le mie e se non lo erano lo diventavano nel momento in cui me ne parlavi; perchè tutto quello che dicevi alle mie orecchie si trasformava in oro colato. Sai, ho ancora questo vizio, di cadere in ginocchio dinanzi alla bellezza delle parole, della dannazione, del dolore. Sarà per questo che mi piacevi tu. Sarà per questo che amo la fragilità dei limiti umani. Sarà per questo che amo sconvolgere il mondo. Sarà per questo che mi sforzo di vivere e credere all’inusuale. Sarà per questo che il mio istinto da ‘crocerossina’ verso le anime in bilico si è avviluppato in qualche parte del mio corpo a cui non posso arrivare, per strapparlo via. Perchè sono al limite, sai. Perchè questa comprensione irrefrenabile mi impedisce di mostrare le mie, di barriere, agli altri.

Perchè dicevi che nessuno sa capire, nessuno sa vedere. Dicevi che non ci si può fidare di nessuno, perchè non esiste l’Amore libero. Nessuno ti amerà per ciò che sei senza garanzia di ritorno. Nessuno farà passi avanti verso la tua anima se non con l’intento di renderla un po’ anche sua. Nessuno metterà mai da parte sé stesso per te, senza chiederti in cambio nulla. Fosse anche per compassione, sai - che la compassione è brutta, tesò - o per misericordia. Che se ascolti qualcuno e gli dici quattro stronzate sulla vita poi ti senti una persona più bella, per cui - egoisticamente - in nessun caso qualcuno ti dedicherà tutto sé stesso solo perchè sta parlando con una persona che ha bisogno di essere ascoltata. Nessuno, tesò, o almeno è quello che ho capito dalle tue parole. Per cui ti scrivo, perchè tu sai. Sai che mi opponevo a questa tua visione pessimistica, a questo tuo malfidarti di chiunque ( alla fine, infatti, ho capito che non ti sei mai fidata neanche di me, che le mie debolezze per te erano pugnali pronti ad attaccarti da un momento all’altro, che tutti volevano farti del male, tesò. Che la tua vita era al centro di una congiura cosmica quasi sempre, perciò avevi un limite enorme che ti ha impedito di credermi, tesò. Perciò Dio non sarebbe poi così fiero di te, in fin dei conti, ti pare? Ma andiamo avanti. )

E insomma, oggi verrò meno a parte dei miei ideali, perchè ti scrivo ‘interessatamente’, cioè perchè mi manchi, ma anche perchè - come ho detto - a conti fatti sei l’unica a cui potrei dire queste cose e sapere esattamente come la penseresti al riguardo. Perciò non devi neanche scomodarti a rispondermi, sai. Niente parole banali per me questa sera, niente insegnamenti di vita per me, questa sera. Questa sera io scrivo e scrivo solo a te, perchè mi manchi e perchè puoi capire. Ti scrivo anche perchè rappresenti ciò che non diventerò mai, ma che potrei diventare da un momento all’altro. Ti scrivo per tenerti lontana, che a te non piacerebbe sentirti dire queste cose, allora ti allontaneresti da me - come hai già ben pensato di fare - perciò stammi lontana, tesò. Stammi lontana, ma lasciami dire che mi manchi e che darei un pezzo di cuore per poter parlare un’ultima volta con te. Ma dopotutto pezzi di cuore te ne ho già dati abbastanza e te me li hai restituiti tutti alla fine - un po’ come si fa coi vecchi regali, tra ex fidanzati - e io sto ancora cercando di capire come riattaccarmeli addosso senza rendere troppo evidenti le cicatrici. Intimamente, temo, non riuscirò mai a rimetterli a posto e l’unica cosa che mi rimarrà da fare sarà liberarmene, perchè puzzano troppo e la loro puzza mi fa marcire.

Sai, sto cedendo, amica mia. Sto cedendo perchè regalo pezzi di me nella speranza che altri capiscano cosa farsene e che forse se ne innamorino perdutamente. Tu lo sai che sono affamata di amore, anche se non so accettarlo, né riceverlo, né riconoscerlo; per cui sai anche quanto è difficile amarmi, oltre che capire di amarmi. Ti spiego ancora una volta com’è che funziono, tanto perchè tu non mi fraintenda ancora una volta:

Metti caso che io trovi qualcuno che mi dica qualcosa ( che solitamente è la persona ideale di cui prendermi cura/ascoltare/amare incondizionatamente e senza alcun fine ) e metti caso che io decida di fidarmi quel po’ necessario a cedergli un pezzetto di cuore purchè lo veda e - magari, appunto - gli piaccia. Poi considera pure che quel pezzo di cuore potrebbe avere una forma strana, che nel caso in cui non capisse cos’è è nel mio interesse insegnargli come tenerlo affinchè non si rompa, per potermelo riprendere in caso non interessasse la faccenda. Poi considera che dopo aver dato in prestito quel pezzetto io inizi a cercarmi un riparo nella speranza di essere trovata. Mi segui fin qui? Sono certa di si, che tu puoi capire. Il problema è che poi io aspetto. Aspetto di essere trovata, di poter rivedere quel pezzo di cuore. Ogni tanto esco, invece certi giorni proprio non ce la faccio, che proprio sono timida e ho paura e allora mi chiudo nel mio buco nero che proprio non vorrei uscire più. Nel frattempo quella persona si ritrova il mio cuore tra le mani, ma non vedendomi più inizia a stufarsi e allora vuol farmi uscire dal buco lanciandomi addosso dei sassi. Io allora mi spavento, allora poi inizio a ringhiare e alla fine gira e rigira sai che succede? Me lo lanciano nel buco il pezzo di cuore, gridandomi ‘E allora riprenditelo, codarda del cazzo!’.

E io allora me lo riprendo, ma nel frattempo - nel buio - devo cercarne pezzetto per pezzetto, perchè ogni volta che me lo lanciano si scheggia sempre di più. Perciò poi tocca a me raccoglierlo e rimettere insieme i frammenti, come fanno gli orientali con quella storia degli oggetti riparati con l’oro, perchè le bellezze un po’ usurate sono belle, proprio. Ebbene, secondo me la mia bellezza rotta non è abbastanza bella perchè nessuno ci prova, amica. Nessuno entra nel buco nero per dirmi quanto è bello il mio pezzo di cuore, amica. Nessuno ha idea di come entrarci perchè magari all’esterno ci sono i fantasmi che fanno la guardia e impediscono a chiunque di entrare. Fantasmi in sovrappeso, molto brutti, amica mia. Si, tu puoi capire. Per questo ti scrivo, mica per altro, amica mia. Mica perchè sono egoista in questo momento, amica mia. Mica perchè mi manchi e perchè ti odio, amica mia. Mica perchè mi hai lasciata da sola dopo avermi fatta uscire dal buco nero, amica mia. Sai quanto ci ho messo ad uscire, dopo la tua partenza? Mi ci sono chiusa dentro per mesi, per paura che qualcuno mi prendesse a sassate come hai fatto tu. E forse - amica mia - io quei sassi li temo ancora. Per questo non esco. Per questo ringhio, per questo nessuno viene a prendermi, amica.

E allora, amica, so già cosa ne pensi. Non rispondere, non devi, non puoi. Non ti ascolterei, anche se lo vorrei. Perchè io ti voglio bene e non smetterò mai di volertene, però ti odio, come ho detto. Ti voglio bene perchè vorrei che fossi qui e ti odio perchè non ci sei. Per cui, amica mia, prendi questa lettera esattamente per quello che è: niente.

Del resto è quello che sono, no? O almeno è quello che pensi tu. Una montagnella di sabbia che si crede un monumento prezioso, amica. Una base tutt’altro che solida su cui costruire qualcosa. Lo hai detto tu. Non so se lo pensi ancora, ma ti sbagli, sai? Questo devo dirtelo: ti sbagli. Il castello sfaldato eri *tu*, ma per sentirti bene con la coscienza hai dovuto trasferire a me questo peso. Ti perdono, amica, per queste parole, che lo sai, io sono abituata a portare i pesi degli altri. Ho la forza di una formica e questa cosa è interessante perchè una formica è minuscola, però solleva nonsoquantevolte il suo peso. Ecco, io sono così, perciò ti perdono. Non ti perdono - invece - per essertene andata. Torna, ti prego, amami. Non tornare mai più o ti prendo a sassate.

Questa lettera non ha alcun senso, per cui. Il senso è fine a sé stesso, come l’Arte. Come ho detto: prendila così com’è, se ti capita sotto gli occhi.

E voi, anche voi prendetela per quello che è. Mi spiace che siate arrivati fin qui. Non c’è niente per voi, qui. Ci sono solo io, ma non spaventatevi se non mi vedete.

Sono impegnata a raccogliere i pezzi lasciati da altri. Molti, molti altri.

Ciao ciao a voi.

Ciao ciao amica.

Sei fidanzata?

Anonimo

Sob.

No, Anon. L’idea di essere classificata come ‘fidanzata’ da qualcuno mi trasmette un senso di antropofobia assurdo. Almeno per ora eh, visto il mio banalissimo pessimismo in amore ( motivato da esperienze recidive e basi molto solide ) e.e”

Comunque non so come ti vengono in mente queste cose. Forse perchè non hai mai letto una mia nota. Ma a pensarci bene è meglio così y.y”

( Potete anche scrivermi in privato eh, sono molto più simpatica con le persone spontanee/intrepide <3 )

A te che eri, sei stata; fosti.

Ciao amica - che poi non è neanche giusto il termine - ma ciao.

Non sono brava a scrivere lettere, ma visto che non sono neanche brava a considerare persone che mi hanno messa via dalla loro vita allora capirai che l’intera questione è irrilevante. Ti scrivo perchè ti voglio bene nonostante tutto - che forse conoscendo le tue straordinarie abilità da stalker potresti aver già trovato questo blog e capito che io sono io, perchè dopotutto io da te ho preso delle cose contro la tua volontà, quindi le ho rubate, quindi le odierai, però non fa niente, che forse continuando a leggere ti passerà, o forse no, ma non importa - e perchè mi manchi. Cioè, non è che mi manchi te, perchè me odia te. Me odia e ama ( che sai che io faccio spesso confusione con le emozioni, che fatico a gestirle, tu lo sai - altri no - ma tu proprio si, lo sai ) te. Mi mancano le tue parole, però, sai.

Mi mancano le nostre conversazioni serali, quelle in cui trovavamo entrambe il coraggio di parlarci - che sai che se non ti contattavo io tu entravi in crisi e io pure, perciò dovevamo farlo insieme per sentirci sicure di non disturbare - per raccontarci le nostre giornate e svuotarci le coscienze. Ridevamo, tanto. A volte piangevamo, senza timore di apparire vulnerabile all’altra. A volte, semplicemente, restavamo in silenzio, occupando serate ad ascoltare musica, scrivere di persone che non esisteranno mai, ma a cui tenevamo molto. Mi mancano, sai, le tue descrizioni dannate. Mi manca la nostra auto ironia, il nostro modo buffo e volgare di smentirci le insicurezze reciproche. E tu eri bella, e dicevi che io ero bella. E tu eri magnifica, e dicevi che ero magnifica. E tu mi ascoltavi, e dicevi che io ti ascoltavo. E tu faticavi a fidarti, allora io per venirti incontro pure faticavo a fidarmi. Correvo il rischio di sembrare troppo ‘te’, alle volte. Le tue paranoie erano le mie e se non lo erano lo diventavano nel momento in cui me ne parlavi; perchè tutto quello che dicevi alle mie orecchie si trasformava in oro colato. Sai, ho ancora questo vizio, di cadere in ginocchio dinanzi alla bellezza delle parole, della dannazione, del dolore. Sarà per questo che mi piacevi tu. Sarà per questo che amo la fragilità dei limiti umani. Sarà per questo che amo sconvolgere il mondo. Sarà per questo che mi sforzo di vivere e credere all’inusuale. Sarà per questo che il mio istinto da ‘crocerossina’ verso le anime in bilico si è avviluppato in qualche parte del mio corpo a cui non posso arrivare, per strapparlo via. Perchè sono al limite, sai. Perchè questa comprensione irrefrenabile mi impedisce di mostrare le mie, di barriere, agli altri.

Perchè dicevi che nessuno sa capire, nessuno sa vedere. Dicevi che non ci si può fidare di nessuno, perchè non esiste l’Amore libero. Nessuno ti amerà per ciò che sei senza garanzia di ritorno. Nessuno farà passi avanti verso la tua anima se non con l’intento di renderla un po’ anche sua. Nessuno metterà mai da parte sé stesso per te, senza chiederti in cambio nulla. Fosse anche per compassione, sai - che la compassione è brutta, tesò - o per misericordia. Che se ascolti qualcuno e gli dici quattro stronzate sulla vita poi ti senti una persona più bella, per cui - egoisticamente - in nessun caso qualcuno ti dedicherà tutto sé stesso solo perchè sta parlando con una persona che ha bisogno di essere ascoltata. Nessuno, tesò, o almeno è quello che ho capito dalle tue parole. Per cui ti scrivo, perchè tu sai. Sai che mi opponevo a questa tua visione pessimistica, a questo tuo malfidarti di chiunque ( alla fine, infatti, ho capito che non ti sei mai fidata neanche di me, che le mie debolezze per te erano pugnali pronti ad attaccarti da un momento all’altro, che tutti volevano farti del male, tesò. Che la tua vita era al centro di una congiura cosmica quasi sempre, perciò avevi un limite enorme che ti ha impedito di credermi, tesò. Perciò Dio non sarebbe poi così fiero di te, in fin dei conti, ti pare? Ma andiamo avanti. )

E insomma, oggi verrò meno a parte dei miei ideali, perchè ti scrivo ‘interessatamente’, cioè perchè mi manchi, ma anche perchè - come ho detto - a conti fatti sei l’unica a cui potrei dire queste cose e sapere esattamente come la penseresti al riguardo. Perciò non devi neanche scomodarti a rispondermi, sai. Niente parole banali per me questa sera, niente insegnamenti di vita per me, questa sera. Questa sera io scrivo e scrivo solo a te, perchè mi manchi e perchè puoi capire. Ti scrivo anche perchè rappresenti ciò che non diventerò mai, ma che potrei diventare da un momento all’altro. Ti scrivo per tenerti lontana, che a te non piacerebbe sentirti dire queste cose, allora ti allontaneresti da me - come hai già ben pensato di fare - perciò stammi lontana, tesò. Stammi lontana, ma lasciami dire che mi manchi e che darei un pezzo di cuore per poter parlare un’ultima volta con te. Ma dopotutto pezzi di cuore te ne ho già dati abbastanza e te me li hai restituiti tutti alla fine - un po’ come si fa coi vecchi regali, tra ex fidanzati - e io sto ancora cercando di capire come riattaccarmeli addosso senza rendere troppo evidenti le cicatrici. Intimamente, temo, non riuscirò mai a rimetterli a posto e l’unica cosa che mi rimarrà da fare sarà liberarmene, perchè puzzano troppo e la loro puzza mi fa marcire.

Sai, sto cedendo, amica mia. Sto cedendo perchè regalo pezzi di me nella speranza che altri capiscano cosa farsene e che forse se ne innamorino perdutamente. Tu lo sai che sono affamata di amore, anche se non so accettarlo, né riceverlo, né riconoscerlo; per cui sai anche quanto è difficile amarmi, oltre che capire di amarmi. Ti spiego ancora una volta com’è che funziono, tanto perchè tu non mi fraintenda ancora una volta:

Metti caso che io trovi qualcuno che mi dica qualcosa ( che solitamente è la persona ideale di cui prendermi cura/ascoltare/amare incondizionatamente e senza alcun fine ) e metti caso che io decida di fidarmi quel po’ necessario a cedergli un pezzetto di cuore purchè lo veda e - magari, appunto - gli piaccia. Poi considera pure che quel pezzo di cuore potrebbe avere una forma strana, che nel caso in cui non capisse cos’è è nel mio interesse insegnargli come tenerlo affinchè non si rompa, per potermelo riprendere in caso non interessasse la faccenda. Poi considera che dopo aver dato in prestito quel pezzetto io inizi a cercarmi un riparo nella speranza di essere trovata. Mi segui fin qui? Sono certa di si, che tu puoi capire. Il problema è che poi io aspetto. Aspetto di essere trovata, di poter rivedere quel pezzo di cuore. Ogni tanto esco, invece certi giorni proprio non ce la faccio, che proprio sono timida e ho paura e allora mi chiudo nel mio buco nero che proprio non vorrei uscire più. Nel frattempo quella persona si ritrova il mio cuore tra le mani, ma non vedendomi più inizia a stufarsi e allora vuol farmi uscire dal buco lanciandomi addosso dei sassi. Io allora mi spavento, allora poi inizio a ringhiare e alla fine gira e rigira sai che succede? Me lo lanciano nel buco il pezzo di cuore, gridandomi ‘E allora riprenditelo, codarda del cazzo!’.

E io allora me lo riprendo, ma nel frattempo - nel buio - devo cercarne pezzetto per pezzetto, perchè ogni volta che me lo lanciano si scheggia sempre di più. Perciò poi tocca a me raccoglierlo e rimettere insieme i frammenti, come fanno gli orientali con quella storia degli oggetti riparati con l’oro, perchè le bellezze un po’ usurate sono belle, proprio. Ebbene, secondo me la mia bellezza rotta non è abbastanza bella perchè nessuno ci prova, amica. Nessuno entra nel buco nero per dirmi quanto è bello il mio pezzo di cuore, amica. Nessuno ha idea di come entrarci perchè magari all’esterno ci sono i fantasmi che fanno la guardia e impediscono a chiunque di entrare. Fantasmi in sovrappeso, molto brutti, amica mia. Si, tu puoi capire. Per questo ti scrivo, mica per altro, amica mia. Mica perchè sono egoista in questo momento, amica mia. Mica perchè mi manchi e perchè ti odio, amica mia. Mica perchè mi hai lasciata da sola dopo avermi fatta uscire dal buco nero, amica mia. Sai quanto ci ho messo ad uscire, dopo la tua partenza? Mi ci sono chiusa dentro per mesi, per paura che qualcuno mi prendesse a sassate come hai fatto tu. E forse - amica mia - io quei sassi li temo ancora. Per questo non esco. Per questo ringhio, per questo nessuno viene a prendermi, amica.

E allora, amica, so già cosa ne pensi. Non rispondere, non devi, non puoi. Non ti ascolterei, anche se lo vorrei. Perchè io ti voglio bene e non smetterò mai di volertene, però ti odio, come ho detto. Ti voglio bene perchè vorrei che fossi qui e ti odio perchè non ci sei. Per cui, amica mia, prendi questa lettera esattamente per quello che è: niente.

Del resto è quello che sono, no? O almeno è quello che pensi tu. Una montagnella di sabbia che si crede un monumento prezioso, amica. Una base tutt’altro che solida su cui costruire qualcosa. Lo hai detto tu. Non so se lo pensi ancora, ma ti sbagli, sai? Questo devo dirtelo: ti sbagli. Il castello sfaldato eri *tu*, ma per sentirti bene con la coscienza hai dovuto trasferire a me questo peso. Ti perdono, amica, per queste parole, che lo sai, io sono abituata a portare i pesi degli altri. Ho la forza di una formica e questa cosa è interessante perchè una formica è minuscola, però solleva nonsoquantevolte il suo peso. Ecco, io sono così, perciò ti perdono. Non ti perdono - invece - per essertene andata. Torna, ti prego, amami. Non tornare mai più o ti prendo a sassate.

Questa lettera non ha alcun senso, per cui. Il senso è fine a sé stesso, come l’Arte. Come ho detto: prendila così com’è, se ti capita sotto gli occhi.

E voi, anche voi prendetela per quello che è. Mi spiace che siate arrivati fin qui. Non c’è niente per voi, qui. Ci sono solo io, ma non spaventatevi se non mi vedete.

Sono impegnata a raccogliere i pezzi lasciati da altri. Molti, molti altri.

Ciao ciao a voi.

Ciao ciao amica.

  #cara    #cara amica    #mi manchi    #sarahblackhole